LA PUGLIA CHE CAMBIA...
lunedì 19 aprile 2010

 
VENTRICELLI- IMPOSSIBILI TRIVELLAZIONI A CACCIA DI PETROLIO NEL TERRITORIO MURGIANO
giovedì 15 aprile 2010
 

Questa mattina il consigliere regionale Michele Venticelli ha scritto una nota all’assessore all’ambiente della Regione Puglia Onofrio Introna chiedendo spiegazioni circa le allarmanti notizie riguardo una possibile autorizzazione al gruppo petrolifero americano della Aleanna Resources Lcc per compiere sondaggi idrogeologici sul territorio della Murgia.
“Questo -commenta Ventricelli- sarebbe in netta controtendenza con la politica portata avanti fino ad ora dalla nostra amministrazione regionale. Ci siamo schierati contro queste invasioni sul nostro territorio sia a largo delle coste di Monopoli sia delle isole Tremiti. Ora spero continueremo a farlo con l'obiettivo fermo di proteggere l’intera Regione non lasciando inoltre, nessuno spazio a possibili interpretazioni del Ministero dell’Ambienta a scapito dei pareri che si attendono sulle nostre precedenti posizioni sulla questione.”
 
 
MICHELE VENTRICELLI
Sinistra ecologia libertà Puglia
sinliberta.puglia@gmail.com
m.ventricelli@libero.it
320 5555234
 
 
LA PUGLIA ANCORA BLOACCATA DALL'INDIFFERENZA DEL GOVERNO BERLUSCONI
martedì 13 aprile 2010


VENTRICELLI-Sinistra ecologia libertà: “Imbarazzante l’assordante silenzio del governo nazionale sulla frana di Montaguto”

“Purtroppo il momento post elettorale non facilità l’attività della Regione ma la paralisi dei collegamenti tra la Puglia e Roma causati dalla frana di Montaguto è una situazione che non va assolutamente sottovalutata.” Michele Ventricelli rieletto consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà commenta preoccupato la vicenda che da ormai diverse settimane sta immobilizzando i collegamenti con la capitale arrecando notevoli disagi ai cittadini e  conseguenti gravi perdite economiche già dichiarate dall’azienda Trenitalia.
“ E’ imbarazzante l’assurdo silenzio sulla questione del governo nazionale richiamato a gran voce sia dal Presidente Vendola che da altri esponenti politici anche campani. Sembra quasi si voglia ancora una volta punire la nostra regione addirittura questa volta isolandola e ignorando lo stato di emergenza che vige tutt’oggi in quel territorio. Ricordiamo che per il mezzogiorno le infrastrutture e il loro potenziamento hanno segnato un forte tratto di progresso e miglioramento delle possibilità economiche e di sviluppo. Che finita la campagna elettorale il ministro Fitto e il centro-destra abbiano dimenticato la Puglia?”
 
 
 
MICHELE VENTRICELLI
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ PUGLIA
320 5555234
 
TRENTADUE GIORNI di Massimo Levantaci
lunedì 12 aprile 2010

Pubblichiamo uno dei tanti articoli apparsi oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno che riporta la situazione di Montaguto e dell'assordante silezio del Governo nazionale...


FOGGIA - Trentadue giorni fa la frana di Montaguto faceva saltare i binari della ferrovia. Oggi siamo come allora, tra la Puglia e il resto d’Italia c’è una colata di pietrame e argilla, come una gigantesca saracinesca lunga tre chilometri e mezzo. Il fronte franoso si muove incontrastato, dopo aver divorato la statale 90 adesso ha inghiottito i collegamenti ferroviari. Il mostro sembra aver accelerato la sua corsa, ma sono cinque anni che imperversa nell’area. La statale 90 viene colpita e affondata nel 2006 e mai più riparata (salvo una piccola bretella travolta dagli ultimi smottamenti). Ma i primi segnali risalgono a un anno prima: un pilone dell’autostrada A16 cedeva in località Alveo vecchio, nei pressi di Grottaminarda. La circolazione fu deviata sulla statale per alcuni giorni.

Adesso la frana corre sicura, prossima fermata il torrente Cervaro a non meno di cinquanta metri. «Rischiamo un disastro ambientale se non si interviene in tempo», sospira il commissario delegato dalla regione Campania Mario De Biase. Finora ha combattuto la frana con armi spuntate. Senza soldi, nè poteri straordinari. Il caso è diventato nazionale (ma il governo non sembra pensarla allo stesso modo) perchè la frana ha mandato in tilt i collegamenti ferroviari fra la Puglia e la Capitale. Il treno si ferma a Foggia, i passeggeri sono obbligati a proseguire in pullman fino a Benevento. Stesso «itineraio» sulla corsia opposta.

E’ diventata un’odissea viaggiare in treno fra la Puglia e Roma, i ritardi anche di un’ora e mezza si sommano alle disattenzioni. Trenitalia si difende, in un mese ha perso 23mila passeggeri e accumulato danni da mancati introiti per 2,5 milioni. Ma la gente sul treno-bus continua a pagare il prezzo di un Eurostar nonostante i ritardi siano ormai strutturali e i disagi la norma. Pensate a un viaggiatore che arrivi a Foggia (o Benevento) con un carico di valigie da trasportare: peraltro nelle stazioni non c’è traccia di un facchino. L’unico sconto è concesso nel tratto Foggia-Benevento: non si paga più il supplemento. Più tragica la situazione per i disabili ai quali il viaggio a Roma è precluso dall’11 marzo. I pullman sostitutivi non sono accessibili ai passeggeri in carrozzina, per raggiungere la Capitale a qualcuno è stato proposto di prendere il treno fino a Bologna. «L’ennesima discriminazione», denuncia il sindacato Sfida.

Il governo ha finora riposto scarse attenzioni sulla frana di Montaguto. Un’ordinanza della Protezione civile assegna al commissario De Biase il compito di coordinare le ditte di Trenitalia e Anas che sono sul posto per rimuovere i detriti. Ma non c’è traccia della delibera che assegna al commissario i 38 milioni di fondi regionali Fas assegnati alla Campania anche per le emergenze di Ischia e Nocera. «Lavoriamo con pochi mezzi, non me la sento più di fare previsioni sulla ripresa dei collegamenti», conclude sconsolato il commissario. E pensare che prima di Pasqua era «cautamente ottimista», al punto però da spingersi a pronosticare «entro 30 giorni» la riapertura della ferrovia.

Oggi non è più così. Perchè la frana continua a vomitare terreno, che non si sa come raccogliere. E prima di arginarla bisognerebbe prosciugare i rivoli e i laghetti che ne alimentano la discesa a valle. Insomma se anche arrivassero i soldi subito, bisognerebbe prima mettere in sicurezza il costone e poi pensare alla ferrovia.

La situazione non è di facile gestione per il povero De Biase, ma ora si muove qualcosa sul fronte politico. Sabato si sono recati sulla frana l’europarlamentare Salvatore Tatarella (Pdl) e i neoconsiglieri regionali pugliesi Giandiego Gatta (Pdl) e Orazio Schiavone (Idv). Tutti invocano «poteri speciali per il commissario». Il governo ascolterà?
 
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